Saluzzo/Bruxelles: Giulia Albertini premiata dalla principessa del Belgio per le sue scoperte

Anticorpo all’Alzheimer

La saluzzese Giulia Albertini, 36 anni, ha vinto il Premio Scientifico 2026 della Queen Elisabeth Medical Foundation per il suo eccezionale contributo alle neuroscienze. La giovane ricercatrice al Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Lovanio (KU Lovanio in Belgio) e al VIB, Centro fiammingo per le biotecnologie, è stata premiata in particolare per lo studio sulla malattia di Alzheimer e dei meccanismi biologici che ne sono alla base.

La cerimonia ufficiale di consegna del prestigioso riconoscimento si è svolta mercoledì 27 maggio nella cornice del Palazzo Reale di Bruxelles. A consegnare il riconoscimento nelle mani della ricercatrice italiana è stata Sua Altezza Reale, la Principessa Astrid del Belgio, in veste di presidente onoraria del Consiglio di amministrazione della fondazione.

La fondazione scientifica belga fu istituita esattamente un secolo fa, nel 1926, dalla Regina Elisabetta del Belgio (moglie di Alberto I), mossa dal desiderio di far progredire la medicina dopo aver prestato assistenza in prima linea ai feriti della Grande Guerra. Oggi l’istituzione è focalizzata sul sostegno all’eccellenza nelle neuroscienze.

Nel corso della cerimonia, Giulia Albertini, che lavora nel team guidato dal professor Bart De Strooper, tra i massimi esperti mondiali di Alzheimer, ha ricevuto l’UCB Neuroscience Award. Il premio, del valore di 125 mila euro, finanzierà direttamente il proseguimento delle ricerche.

«Questo premio rappresenta per me un grande onore personale – ha commentato Giulia – ma è soprattutto un riconoscimento del lavoro svolto insieme a tutte le persone con cui collaboro ogni giorno. Ci auguriamo che questi studi possano contribuire a individuare i meccanismi necessari per rendere le terapie contro l’Alzheimer sempre più efficaci e sicure per i pazienti».

Lo studio che è valso il riconoscimento alla scienziata saluzzese fa luce sul meccanismo d’azione del Lecanemab, un anticorpo terapeutico di ultima generazione utilizzato per modificare il decorso della malattia di Alzheimer. I risultati della ricerca, pubblicati lo scorso anno sulla celebre rivista scientifica Nature Neuroscience, hanno svelato l’importante ruolo delle cellule dette “microglia” che costituiscono il vero e proprio sistema immunitario del cervello.

La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 18 giugno. 

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