Saluzzo: Confronto serrato al convegno sulla salute dei migranti. Neberti: «Narrazione parziale, qui c’è un’accoglienza concreta»

Braccianti e salute: no a paragoni con il caporalato

Lavoro bracciantile, salute dei migranti e accesso ai servizi socio-sanitari sono stati i temi del convegno di giovedì 25 giugno al Monastero della Stella. La prima parte dell’incontro è stata dedicata alla presentazione delle ricerche condotte dalle Università di Padova e Messina, rispettivamente nel Trevigiano e nel Ragusano, mentre il sociologo Dario Fontana ha illustrato i dati relativi a Saluzzo. Il successivo dibattito ha visto una netta presa di posizione da parte dei soggetti istituzionali, datoriali, sindacali e sociali invitati al convegno. Il dibattito è sfociato in un confronto serrato in cui i rappresentanti del territorio hanno rivendicato gli sforzi fatti in nome della legalità e rifiutato di essere paragonati a situazioni come quelle drammatiche del Ragusano e Trevisano.

«Ogni occasione di approfondimento sul tema del lavoro agricolo e della tutela dei braccianti è sempre un momento di confronto utile e arricchente – ha commentato la vice sindaca Francesca Neberti –. Nel corso della tavola rotonda, i soggetti firmatari del Protocollo coordinato dalla Prefettura hanno dimostrato ancora una volta grande compattezza, difendendo con determinazione il lavoro che viene svolto durante tutto l’anno a favore del territorio saluzzese, della filiera della frutta e soprattutto dei lavoratori agricoli. Abbiamo respinto punto per punto l’ennesima narrazione parziale che rischia di sminuire un sistema costruito negli anni grazie alla collaborazione tra istituzioni, imprese, associazioni e realtà del territorio. Il Protocollo Saluzzo non è perfetto e non è un modello, siamo i primi a dirlo, ma rappresenta un’esperienza concreta di tutela del lavoro, legalità e accoglienza che continueremo a cercare di migliorare di anno in anno, con responsabilità e determinazione». 

«Tutto il resto – ha concluso Neberti - sono polemiche sterili. E sullo sfondo non smetteremo mai di chiedere nuove leggi più adeguate ad interpretare le esigenze delle aziende e la dignità dei lavoratori». 

Il servizio completo in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 2 luglio 

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