Saluzzo: Intervista a Federico Buffa, ospite di Borgate dal Vivo nella serata di giovedì 23 luglio, al Quartiere

Le Olimpiadi, festa dell’umanità

«Era la prima volta che vedevo una platea così estesa, così tante sedie e così tanta gente». 
Ricorda ancora la serata saluzzese del 2021, Federico Buffa, che si prepara a tornare nella città marchionale nella serata di giovedì 23 luglio con “Olimpiadi tra guerra e pace”, ospite di Borgate dal Vivo e Occit’Amo. 

Com’è dialogare con il pubblico di provincia e dei piccoli centri?
«Hai la percezione che la platea sia diversa, rispetto ad altre. Le Olimpiadi sono un argomento storico, forse più “intellettuale” rispetto ad una serata sui mondiali dell’82, però con tante parentesi legate a nomi e imprese indimenticabili, dai giochi dell’antica Grecia a quelli moderni – risponde il giornalista –. Piemonte, Emilia Romagna e Toscana hanno un pubblico stimolante, e questo ha un impatto anche per chi è sul palco, si percepisce». 

Lo spettacolo è frutto del lavoro di Moris Gasparri, per quanto riguarda il cammino “storico” nelle edizioni delle Olimpiadi, «ha messo in evidenza con impeto lo spirito di Pierre de Coubertin, padre delle Olimpiadi moderne, il motto “è importante partecipare”: non in senso buonistico, ma perché l’Olimpiade è la più grande celebrazione dell’umanità, tutti devono partecipare». 

Parallelamente, e accompagnato dalle musiche di Alessandro Nidi, si sviluppa poi il suo lavoro di ricerca e narrazione, quello dei campioni: c’è una storia in particolare ad esserle rimasta nel cuore?
«Sicuramente quella dell’etiope Abebe Bikila, dei Giochi della XVII Olimpiade, a Roma – racconta Buffa –. Oggi, abituati come siamo ad una strumentazione sportiva sempre più tecnica, raffinata, guardiamo indietro nel tempo ad un atleta vince la più bella maratona della storia correndo scalzo. Il percorso, nel cuore di Roma, attraversa la capitale partendo con la luce, all’imbrunire, e con il buio ad aspettare gli atleti al traguardo: traguardo che Bikila taglia correndo senza scarpe». 
Il momento decisivo della gara, avvenne nei pressi della Stele di Axum, un obelisco saccheggiato come bottino di guerra in Etiopia nel 1937: «I paesi coloniali, solitamente, non restituiscono nulla di ciò che viene rubato – sottolinea il giornalista –: nel 2005, la stele fa ritorno in Etiopia: mi piace pensare la vittoria di Bikila sia stata devastatamente bella anche in questo senso». 
 
Il servizio completo in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 16 luglio 

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