Festa della Vita: Il superiore del monastero dove la Comunità ha aperto la nuova casa

Un segnale di speranza in Ucraina

«Nel 2013 venni a Saluzzo, ospite della Comunità Cenacolo, per un periodo di vacanza e per approfondire lo studio della lingua italiana dopo gli studi a Roma. Nell’occasione incontrai madre Elvira. Lei mi abbracciò, mi diede un bacio, mi seguiva con i suoi occhi molto espressivi e poi mi disse: padre Volodymyr tu tornerai. 

Ho pensato per tanto tempo a queste sue parole, al loro significato, e quando tre anni fa sono tornato ho capito che la sua Comunità sarebbe entrata nella mia vita e nella mia terra, in Ucraina».

Così padre Volodymyr Malanyuk, sacerdote Basiliano greco-cattolico da sette anni superiore del monastero di San Nicola a Krehiv in Ucraina, racconta l’incontro con madre Elvira.

Da questa prima esperienza e dai successivi contatti con padre Stefano è maturata l’idea di aprire una casa nel Paese martoriato dalla guerra. In questo monastero, a pochi chilometri da Leopoli e vicino al confine con la Polonia, la Comunità Cenacolo ha aperto il 22 ottobre dello scorso anno la fraternità “Speranza Viva”, riprendendo il tema della Festa della Vita 2025.

L'intervista completa disponibile sul Corriere di Saluzzo in uscita giovedì 23 luglio