Costigliole: A Costigliole, esattamente 35 anni dopo il concerto di papà Pierangelo

Le scelte di Alberto Bertoli

«Guardavo le foto che mi ha fatto vedere Walter Genre, di 35 anni fa: ho la stessa età che aveva mio padre quando è venuto qui a suonare». Così Alberto Bertoli, cantante, inizia il racconto che, nella giornata di sabato 11 luglio, ha preceduto il concerto di Costigliole.

Trentacinque anni fa, negli stessi luoghi, suonava suo padre, Pierangelo Bertoli, reduce dalla vittoria sanremese con “Spunta la luna dal monte”. Ad Alberto, nella cornice di Palazzo La Tour, chiediamo: hai fatto tournee in tutta Italia, ma com’è portare la musica in provincia?
«Io sono emiliano, e l’Emilia Romagna è tutta provinciale – risponde –. La provincialità ha delle cose positive, tipo conoscersi tutti e fare “comunella”: mi sembra di avere meno problemi ad aprirmi con le persone. La provincia è così, siamo una sorta di mutuo soccorso sociale – scherza –, che è abbastanza bello. Credo che questi nostri bagagli ci aiutino molto a vedere che il mondo è vario, e ho molta speranza nel fatto che la gente continui a voler essere cittadina del mondo anziché “di Sassuolo” o “di Saluzzo”. È bello avere le proprie radici, ma se ci guardiamo intorno siamo tutti diversi, anche nella stessa provincia, e forse ci vorrebbe qualcuno in più che ci ricordasse che è un arricchimento». 

Le radici musicali della famiglia Bertoli: quali differenze, tra te e tuo padre?
«Ho avuto la fortuna di vivere in una famiglia molto bella, che stava bene economicamente, mentre mio padre arrivava da una realtà completamente differente, erano quattro figli di un’operaia e di un baro a carte – racconta –. Mio padre nella musica ha trovato il suo lavoro, era l’unica via, invece io sono stato fortunato e ho scelto la musica come arte, per poi arrivare a farne un lavoro. Sono partito studiando musica in casa, dalla chitarra al canto, ho fatto un musical, scritto le mie canzoni, poi mi hanno chiesto di fare le canzoni di mio padre». 


Il servizio in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 30 luglio 

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(foto di Luca Chiapello)