Acchiappamostre di Anna Cavallera

La mostra della settimana

La Cripta di San Michele Arcangelo di Piazza Cavour 12, angolo Via Giolitti, a Torino, si trasforma nel palcoscenico di una riscoperta attesa e necessaria con la mostra “Alfredo Billetto. La percettibile morbidezza del colore”, curata da Marcello Corazzini e Giuseppe Biasutti. 
Dal 3 al 24 ottobre 2026, l’esposizione – presentata dall’Associazione Culturale Mauric Renaissance Art e patrocinata dalla Città di Torino – offre un’indagine profonda sulla produzione degli anni Settanta del Maestro Alfredo Billetto (1932-2022), artista visceralmente legato al territorio, di cui ha saputo registrare le mutazioni.
Nelle grandi tele realizzate tra il 1970 e il 1978, la Torino delle tensioni sociali e dello smarrimento collettivo viene descritta attraverso un’interiorizzazione sublimata della materia pittorica. Billetto costruisce uno spazio emotivo e sospeso, dove l’armonia compositiva e la plasticità delle forme mantengono un principio di unità strutturale inscindibile. La drammaticità dell’epoca si sedimenta così nei passaggi cromatici morbidi e nella tensione di figure che evocano presenze e assenze. 
«Le forme sembrano emergere e dissolversi, trattenendo nella loro consistenza una memoria fatta di presenze, assenze e interrogativi», scrive Marcello Corazzini. Emblema di questa raffinata poetica è il dipinto Alla ricerca dell’uomo (1976), in cui il soggetto diventa testimone silenzioso di una fragilità condivisa, ma anche della persistente necessità di interrogarsi sul futuro. Quella di Billetto è una pittura che non grida: assorbe il contesto socio culturale di un’epoca complessa, restituendone la solitudine e, al contempo, la forza unificante di una bellezza plastica che si fa memoria storica, intima e universale. Orari: dal martedì al sabato dalle 15 alle 19. Ingresso gratuito. Info: tel.  339-7796065; marcello.corazzini@gmail.com.

Altre mostre

Dal 10 ottobre all’8 dicembre 2026, la Fondazione Cosso offre un’occasione espositiva rara presso il Castello di Miradolo, con l’apertura della mostra “Grazia Toderi. Teatro Terra”, curata da Roberto Galimberti e coordinata da Paola Eynard. In esposizione un percorso organico che intreccia periodi differenti della produzione di una delle artiste più autorevoli del panorama internazionale, già Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999.
La mostra si articola come un dittico concettuale tra le due ali del castello: nella Manica Storica domina la Terra, indagata nelle sue stratigrafie alterate e cartografie celesti: dalle storiche opere di fine anni Ottanta alla luce pulsante di Rosso Babele (2006) e alle proiezioni della serie Marco, nate dal confronto con il fratello agronomo, dove lo spazio è solcato da fasci luminosi simili a puntatori o telemetri cosmici. Nell’antica Biblioteca, il fulgore rosso cede il passo al blu immersivo di Zuppa dell’eternità e luce improvvisa (1994), poetica performance subacquea in assenza di gravità.
Nella Manica Nuova, la riflessione si sposta sul Teatro, inteso etimologicamente come “luogo da cui si osserva”. Qui l’architettura e la vertigine dello sguardo si compenetrano in capolavori come Semper Eadem (2004) – creata per La Fenice di Venezia –, Il mondo privato (2003) e Luci per K. 222 (2013). Le proiezioni della Toderi ridisegnano le volte e gli affreschi storici, mentre le finestre si aprono sul paesaggio autunnale del parco, saldando la dimensione intima dell’opera a quella collettiva del luogo. Info: 0121- 502761 o prenotazioni@fondazionecosso.it.

*****

Il Pav Parco Arte Vivente presenta TeatrumBotanicum 2026 – fermenti, festival che trasforma il parco in un laboratorio di pratiche performative, ecologiche e conviviali. La settima edizione, a cura di Rosita Ronzini, si tiene venerdì 2 ottobre (dalle 17 alle 22) e sabato 3 ottobre (dalle 15 alle 23), e presenta un programma articolato tra workshop, performance sonore, installazioni e laboratori per famiglie. Il festival attiva le opere del parco attraverso pratiche artistiche laboratoriali dove il fare e l’ascolto sollecitano riflessioni legate al queer food, alla memoria collettiva e a futuri altri. Per partecipare attivamente ai laboratori è richiesta la prenotazione tramite https://forms.gle/wbKPRP4PoSPfzqob9