Cronaca: Tre braccianti morti sulle strade del Saluzzese in quattro mesi

Il lavoro a quale prezzo?

Sale a tre il bilancio dei braccianti agricoli morti sulle strade del Saluzzese negli ultimi quattro mesi.

La prima vittima era un 29enne originario del Bangladesh. Stava tornando dal lavoro a bordo di un monopattino elettrico, lungo la provinciale tra Savigliano e Vottignasco, diretto a Levaldigi, dove alloggiava in una delle strutture previste dal Protocollo per l'accoglienza dei migranti della frutta. Una caduta si è rivelata fatale. Era il 9 luglio, esattamente 4 mesi fa.
Il secondo incidente risale alla sera del 16 settembre, sulla provinciale 662 Saluzzo-Savigliano, nel territorio di Lagnasco. A perdere la vita un bracciante agricolo di 44 anni, originario del Pakistan e residente a Pinerolo, travolto da un'automobile mentre rientrava dal lavoro in bicicletta.
Ieri mattina, giovedì 8 ottobre, a Scarnafigi, la terza tragedia. A perdere la vita è stato un bracciante agricolo di 38 anni originario del Mali, investito da un'auto lungo la strada provinciale 133. La strada è rimasta chiusa a lungo per consentire i soccorsi e, successivamente, i rilievi.

Tre morti in una sola stagione riportano con forza al centro il tema della sicurezza sulle strade nel distretto della frutta. Strade percorse ogni giorno da un intenso traffico di automobili e mezzi agricoli, ma anche da centinaia di lavoratori stagionali che, per raggiungere i campi e rientrare nei luoghi di alloggio, utilizzano soprattutto la bicicletta, spesso l'unico mezzo di trasporto economicamente accessibile.
Una situazione che impone una riflessione sulla sicurezza di queste persone e sull'adeguatezza della rete viaria rispetto ai volumi di traffico che, soprattutto durante la stagione della raccolta, interessano il territorio. Dietro i numeri degli incidenti ci sono persone che ogni giorno percorrono quelle strade per andare e tornare dal lavoro.
Questa sequenza di tragici eventi evidenzia una forte contraddizione nel sistema economico e sociale tra il valore del lavoro e della vita umana. 

Sulla drammatica scia di incidenti è intervenuta la consigliera regionale (Avs) Giulia Marro, che ha denunciato con fermezza la progressiva assuefazione all'indifferenza e alla svalutazione della vita umana. Nel suo intervento, la consigliera ha evidenziato come la società stia assistendo a un pericoloso ribaltamento dei valori, in cui l'esistenza di un bracciante arriva a valere meno del prodotto agricolo che raccoglie. Marro ha sottolineato che «la tutela dei diritti dei lavoratori più vulnerabili è il presupposto indispensabile per garantire i diritti di tutti i lavoratori e le lavoratrici; ignorare l'abbandono e lo sfruttamento degli "ultimi" significa accettare un arretramento sociale collettivo». Richiamando le istituzioni e la società civile a una reazione immediata, ha infine rivolto un pensiero di profondo cordoglio alle vittime e alle loro famiglie.