Le nuvole parlanti

I Puffi

«Noi Puffi siam così, alti su per giù due mele o poco più….» : alzi la mano chi non ha mai seguito i simpatici Puffi blu nel loro mondo di favola segnato da un linguaggio tutto particolare, puffoso.
Creata dal fumettista belga Pierre Culliford, che si firmava Peyo, nel 1958 con il nome di Schtroumpf, la saga ha avuto ben presto un grandissimo successo grazie soprattutto alle serie di cartoni animati prodotti dalla Hanna & Barbera dagli anni Sessanta agli Ottanta e che oggi sono riproposti in nuova veste grafica sulle piattaforme televisive per bambini. Il loro successo è mondiale.
Guidati dal saggio Grande Puffo (che dovrebbe avere un’età intorno ai mille anni…) i Puffi vivono in serenità nel loro villaggio fatto di case che assomigliano a funghi e sono dotate di tutte le comodità. Con loro c’è un’unica femmina, la graziosa Puffetta, protagonista di molte avventure, dal finale sempre positivo, con gli altri abitanti del villaggio immerso nella grande foresta: il baby Puffo, il Puffo poeta, il Puffo inventore, il Puffo pigrone, il Puffo freddoloso, il Puffo vanitoso… 
Vivono felici e sereni, lavorando il minimo indispensabile e cercando di divertirsi il più possibile. Sono gentili e disponibili ma tra loro affiorano spesso difetti del tutto umani come l’invidia, la litigiosità, l’ambizione… ma ogni problema viene risolto dalla saggezza del Grande Puffo, imbattibile nel preparare misteriose pozioni. 
In Italia le loro avventure vengono pubblicate per anni dal settimanale “Corriere dei Piccoli”, poi nasce una rivista tutta loro mentre le storie vengono raccolte in volumi a colori e prolifera un grande merchandising con oggetti di ogni tipo: tazze, bicchieri, magliette, matite, quaderni e naturalmente giochi e quindi le preziose statuine dei personaggi da collezione. Dei Puffi vengo prodotti film per il grande schermo e per la tivù, la pubblicità usa i famosi personaggi blu per reclamizzare vari prodotti.
Il loro nemico giurato è l’unico uomo della serie, il perfido Gargamella un mago che ha come assistente il bieco gatto Birba, ma non riescono mai a portare a termine le loro malefatte perché vengono regolarmente battuti dai Puffi al cui linguaggio fantasioso Umberto Eco ha dedicato un saggio semantico.
Insomma, “noi Puffi siam così...”.