Saluzzo: Claudia Abburà, consigliera del Monviso Solidale, traccia un quadro dei servizi

Le sfide e il futuro dell’assistenza sociale

Il Consorzio Monviso Solidale, presieduto dall’avvocata saviglianese Carla Giobergia, segue l’evoluzione dei bisogni del territorio. Claudia Abburà, consigliera dal 2001, descrive l’esperienza degli ultimi trent’anni e le sfide future. 

In che modo sono cambiati i bisogni delle persone e delle famiglie che si rivolgono ai servizi sociali?
«Con la fine dell’emergenza sanitaria, i servizi sociali, ma in generale buona parte dei servizi alla persona, si sono trovati di fronte a nuove sfide e problematiche che non sono state create dal Covid-19 ma che l’emergenza sanitaria ha fortemente contribuito a velocizzare: parlo del disagio psichico giovanile, della conflittualità intra-famigliare, della violenza di genere che tuttora vedono significativamente impegnato il Consorzio e il proprio personale, in collaborazione con i servizi sanitari e territoriali, ad attuare azioni di prevenzione e di protezione per i soggetti vittime e i più fragili».

Riguardo alla disabilità, Abburà spiega: «si lavora nel senso della riforma nazionale per rendere la persona e la sua famiglia protagoniste del proprio percorso, promuovendo autonomia e autodeterminazione. L’obiettivo è offrire interventi personalizzati e flessibili. Sul fronte anziani e non autosufficienti, c’è l’impegno a rafforzare il più possibile l’assistenza domiciliare, potenziando i servizi con Oss e assistenti familiari per garantire una presenza capillare sul territorio».

Qual è il ruolo dell'assistente sociale? 
«L’assistente sociale deve avere come punto di riferimento la comunità locale e instaurare con essa una collaborazione efficace. Non può risolvere i problemi da solo: il suo ruolo, così come quello di altre istituzioni (come la sanità), è quello di aiutare e supportare, ma sono le persone e le famiglie le prime a dover essere coinvolte. L’esperienza, soprattutto con progetti per gli anziani nelle valli, ha dimostrato che solo attivando il supporto della comunità si può generare un cambiamento profondo e duraturo, capace di ridurre il disagio sociale».

L'intervista completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 4 settembre 2025.