Io sto con gli animali di Andrea Avagnina

Novembre

Novembre porta con sé l’odore buono delle caldarroste, della nebbia e della terra umida ma anche il rumore delle foglie sotto le scarpe e della pioggia che dona vita ad un mese in cui anche la natura pare addormentarsi ed è in questi giorni che il ricordo delle persone amate che ci hanno lasciato si fa più forte, una malinconia che con il tempo diventa dolce ricordo di tempi in cui bastava poco per essere felici e sentirsi al sicuro insieme ai propri cari.
Con questi pensieri risalgo il sentiero che si immerge in un lariceto, sperando di immortalare qualche animale in una cornice stagionale che non ha eguali e con lo sguardo curioso di un bambino che non sa cosa lo aspetti al prossimo tornante, considerato che si tratta di un itinerario studiato solo a tavolino e quassù, grazie a Dio, “street view” non è ancora arrivato.
Cammino da un po’ e mi restano al massimo un paio d’ore di luce: meglio fermarsi per uno spuntino e riprendere la strada del ritorno già pregustando il tepore di casa.
Appoggio lo zaino ad un tronco e mi stendo con gli occhi rivolti in alto, dove un cielo terso dopo giorni di vento traccia un labirinto inestricabile tra le cime degli alberi. Potrei stare così indefinitamente, ostaggio di un senso di pace infinito, quando all’improvviso un canto familiare rompe il silenzio con una serie di note acute e regolari: il cuore batte forte, guardo l’ora e mi metto a portata di mano la pila frontale, perché provare ad avvicinarmi a quella melodia porterà via più tempo del previsto.
E così, novello Ulisse ammaliato dal richiamo delle sirene, riprendo il cammino con la speranza di riuscire anche solo ad osservare la civetta nana intenta a demarcare il territorio in vista del prossimo periodo riproduttivo.
Il suo canto continua a risuonare nel bosco e giunto a destinazione riesco ad individuarla con il binocolo a mezza altezza, posata su di un larice acceso dai colori dell’autunno, realizzando che si tratta di un’occasione unica per provare a fotografarla!
Apro silenziosamente lo zaino, estraggo macchina e tele e con l’emozione di un bimbo documento una situazione unica che non scorderò mai più.
Pochi minuti e poi riparto con il suo canto che continuerà a farmi compagnia ancora per molto, ma il ricordo di quei momenti preziosi durerà per sempre.
Per me novembre è anche questo.