Fermo immagine di Alberto Abbà

Patrizia e le cose forti

Avevamo appuntamento a Ussita (piccolo paese nelle Marche in provincia di Macerata) nel tardo pomeriggio. Faceva caldo, eravamo d’agosto. 
Lei non c’era, ma le indicazioni mi avevano portato lungo quella strada di casette di emergenza, le SAE, in fondo a sinistra. Le chiavi erano sotto ad un’insegna di metallo su cui c’era scritto “B&B la casa dell’Ortigiana”. 
Quell’insegna era tutto quello che rimaneva di quel Bed&Breakfast di tre piani. Muri che erano casa, custodi di ricordi e di vita, diventati macerie in pochi secondi. I terremoti fanno così.
Poi Patrizia è arrivata. Ci siamo presentati e raccontati. Coccolati al rifugio Casali, in compagnia della luna e del monte Bove. Le cose forti sono quelle a cui Patrizia si attaccò con mani e denti e con quel poco che le rimaneva. Con gli occhi lucidi su quei muri crollati, senza il tempo di capire. Nemmeno da dove fosse poi arrivato quel buco nero che le cresceva dentro.
Ricostruire i muri e ricostruire le storie seguono percorsi diversi. 
Restare non è solo resistere. Restare è provare a costruire una cosa nuova. Quello che era non c’è più, ma può nascere qualcos’altro, con un’altra anima.
Certi sogni sono antisismici e hanno bisogno non solo di mattoni, ma di cuore e di mani, tante. 
E di non sentirsi soli.
Quelli condivisi sono speciali perchè ognuno può contribuire con il proprio pezzo e farne parte rende migliore questo mondo storto. A volte basta solo un gesto generoso a portata di click. 
Sono passato in quelle Terre Mutate con il mio zaino, da camminatore sconosciuto e son ritornato da amico. Si può fare. Ho donato qualcosa di me, anche qui adesso in questa raccolta fondi per il sogno “forte” di Patrizia. 
E ho ricevuto accoglienza, intimità, calore e il regalo di porte e braccia aperte. 
Provateci anche voi e godetevi tutto l’effetto che fa. 
albiabba@libero.it