Saluzzo: Il 16 aprile, in corso Roma, una Stolperstein restituirà alla città il nome dell’internato saluzzese

Una pietra per ricordare “Pippi” Bonatesta

Ci sono nomi che il tempo non riesce a scalfire: tornano a brillare dove la storia li aveva lasciati.

Giovedì 16 aprile, alle 11, in corso Roma 20, davanti al cancello della sua abitazione, verrà posata la Stolperstein dedicata a Giuseppe “Pippi” Bonatesta, avvocato saluzzese e internato civile italiano deportato “per economia di guerra” in Germania dopo l’8 settembre 1943.

La piccola pietra d’ottone, incastonata nel selciato, riporterà il suo nome e la sua storia, restituendo alla città un frammento di memoria che torna esattamente nel luogo dove poi abitò fino alla fine della sua lunghissima vita.
L’iniziativa si inserisce nel progetto europeo ideato dall’artista tedesco Gunter Demnig, che dal 1993 realizza queste pietre d’inciampo per ricordare, uno per uno, i deportati del nazismo. La biografia dell’artista ricorda come i primi esemplari siano stati posati nel 1995 e come, nel 2023, sia stata raggiunta la pietra numero 100.000.

Ogni pietra invita chi passa a fermarsi, chinarsi e leggere: un gesto semplice che restituisce dignità alle storie individuali. 
Giuseppe Bonatesta nacque a Taviano, in provincia di Lecce, nel 1924. Arrivò a Saluzzo nel 1943 per motivi familiari. L’8 settembre segnò per lui l’inizio dell’incubo. Mentre si recava al lavoro alla Todt di Savigliano, venne fermato dalle SS: raccontava che lo avevano “messo al muro, con altri giovani” e poi caricato su un camion diretto alla caserma Musso. Da lì fu trasferito a Torino e successivamente deportato in Germania, nel campo di Kirchmöser, nel Brandeburgo.

La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 9 aprile. 
 
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