Chiesa: Colle don Bosco si è trasformato in una casa a cielo aperto per 1.300 ragazzi

Una boccata di speranza

«Oggi a Colle don Bosco con i nostri ragazzi della diocesi di Saluzzo c’è stata un’immersione nei ricordi e una boccata di speranza e di semplicità. Grazie a tutti di questa stupenda giornata a casa di don Bosco».
Nelle parole “a caldo” del Vescovo, mons. Cristiano Bodo, c’è la soddisfazione per il buon esito della Festa diocesana dei ragazzi, che si è tenuta il giorno dopo Pasquetta, martedì 7 aprile a Colle don Bosco.

Una partecipazione importante quella che si è registrata, con 1.300 ragazzi provenienti dalle diverse località della diocesi, che si sono ritrovati per trascorrere una bella giornata all’insegna dell’amicizia e della riflessione.
“Radicati in Te” è stato il filo conduttore dell’incontro, tema che si inserisce perfettamente nel cammino tracciato dal Vescovo per il prossimo triennio, mettendo al centro i concetti di famiglia e casa. 

La mattinata è stata dedicata alla riscoperta delle proprie origini. Attraverso l’immagine dell’albero genealogico, i ragazzi hanno trasformato un semplice elenco di nomi in un “Albero della Vita” pieno di colori, comprendendo come le radici del passato siano la linfa necessaria per fiorire nel presente.

Nella tarda mattinata il momento centrale della preghiera con la celebrazione della santa messa presieduta dal Vescovo, mons. Cristiano Bodo, e dai numerosi sacerdoti saluzzesi presenti. Il Vescovo ha inoltre premiato i chierichetti della parrocchia di Piasco, in qualità di gruppo più numeroso. 

Nel pomeriggio, il Colle don Bosco si è trasformato in una “casa a cielo aperto”. Attraverso il gioco, i ragazzi hanno “riscoperto” gli spazi domestici: dalla cucina, simbolo della condivisione e del nutrimento, alla cameretta, porto sicuro dell’accoglienza. Un viaggio ludico per capire che essere “radicati” significa avere la stabilità necessaria per costruire una casa capace di accogliere tutti, imparando ad abitare l’Amore che ci ha generati.

La Pastorale Ragazzi, dopo l’evento, ringrazia gli animatori per tutto il lavoro fatto, in particolare il referente don Marco Casalis.
 

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