Valle Maira: Il cuore di pietra che resiste grazie all’importante impegno dei massari

Tra fede e convivialità: le cappelle delle borgate in Valle Maira

Nelle borgate silenziose della Valle Maira, le cappelle non sono solo pietre e calce, ma i pilastri di una memoria collettiva che rifiuta di svanire. Attorno a questi piccoli presìdi di fede si snoda la vita delle comunità alpine, che ogni anno si ritrovano per celebrare i santi patroni tra processioni, il rintocco delle campane a martelletto e momenti conviviali dove la polenta e i falò accorciano le distanze tra le generazioni.

Protagonista instancabile di questo mondo è don Graziano Einaudi, parroco di riferimento per l'intera valle, che coordina con passione ben 108 tra chiese e cappelle. «È un valore umano profondo», spiega don Graziano, sottolineando come queste strutture siano il segno tangibile del cammino di chi ha abitato i monti. Nonostante le difficoltà logistiche — come le messe celebrate in frazioni raggiungibili solo a piedi — e la fatica nel trovare nuovi massari, la rete dei volontari continua a garantire la manutenzione di un patrimonio fragilissimo.

Esempi virtuosi arrivano da Elva, dove a Grange Laurenti la massara Daniela Dao Ormena custodisce la singolare "campana ugonotta" del 1644, simbolo di un antico dialogo tra fedi diverse, e da Prazzo, dove si è concluso un importante restauro. La cappella dei Santi Pietro e Paolo a Campiglione, che rischiava il crollo nel 2020, è stata salvata grazie a un investimento di oltre 177.000 euro, frutto della sinergia tra fondi PNRR, fondazioni bancarie e l'impegno di professionisti locali.

Anche se le risorse interne sono spesso insufficienti e le nuove generazioni faticano a raccogliere il testimone, la Valle Maira dimostra una resilienza straordinaria. Come dimostra il rifacimento del tetto della parrocchiale di Elva o la tenacia dei massari di Celle di Macra, preservare una cappella significa mantenere viva l'identità di una borgata. Senza queste "sentinelle" di pietra, la montagna perderebbe la sua voce più autentica.

Il servizio completo a cura di Andrea Aimar sul Corriere di Saluzzo in edicola da giovedì 4 giugno.