Cronaca: Ricatto per il rischio di avvelenamento per la Eva e la Sant’Anna

Acquabomber: condanna

Nuova condanna, a 3 anni di carcere, per l’“acquabomber” triestino arrestato nel 2022 dopo una serie di ricatti ad aziende alimentari. Si tratta del 53enne David Sirca, informatico e hacker, in carcere a Padova.

Contro di lui nel processo cuneese si era costituita la Fonti Alta Valle Po di Paesana, titolare del marchio Acqua Eva, presa di mira insieme a Sant’Anna di Vinadio, San Bernardo e alla casa vinicola Chionetti di Dogliani. A tutti il misterioso ricattatore aveva inviato mail con indirizzi alterati, uno riconduceva addirittura a uno studio legale, per chiedere il pagamento di forti somme in denaro, minacciando che in caso contrario avrebbe avvelenato le bottiglie in vendita nei supermercati. 

Per rendere tutto più credibile, l’estorsore menzionava una catena della grande distribuzione e spiegava per filo e per segno il processo di avvelenamento con sostanze letali come arsenico e solfato di tallio. “Vi costerà molto di più in termine di immagine che trovare un accordo con noi” scriveva.

Alla Fonti Alta Valle Po, titolare del marchio Acqua Eva, erano stati chiesti 30 mila euro, mentre la cifra che si cercava di estorcere alla San Bernardo era di 50 mila. Altri 15 mila euro erano stati richiesti, all’imprenditore del vino Nicola Chionetti. 
Nel processo avrebbe dovuto essere ascoltato anche lo scomparso Alberto Bertone: la sua Sant’Anna era infatti tra le imprese di imbottigliamento messe nel mirino dal criminale.

La notizia in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 11 giugno. 

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