“Giovani che vogliono diventare grandi. Il coraggio di crescere, il coraggio di fare impresa” è il titolo dell’Assemblea pubblica 2026 del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Cuneo, svoltasi nella sede di via Vittorio Bersezio. Al centro dell’incontro, il futuro delle imprese, la crescita dimensionale, il passaggio generazionale e il ruolo delle nuove leve in un contesto economico segnato da trasformazioni rapide e profonde.
Ad alimentare il dibattito è stato il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Cuneo, Luigi Giordano, che ha invitato il sistema produttivo a interrogarsi sull’efficacia del modello della piccola e media impresa italiana nell’attuale fase di discontinuità. La provincia di Cuneo, ha osservato, presenta un tessuto imprenditoriale solido, capace di assorbire le crisi, mantenere buoni livelli di produttività e conservare un indebitamento contenuto. A questa capacità di resistenza si affiancano però alcuni limiti: la ridotta dimensione media delle aziende, la difficoltà di pianificare il ricambio generazionale, la limitata apertura ai mercati esteri e una prudenza che, quando diventa eccessiva, può frenare investimenti e sviluppo.
«Il nostro problema non è sopravvivere, ma decidere quale futuro costruire da oggi in avanti», ha affermato Giordano. Per il presidente, occorre superare l’idea che il buon imprenditore sia necessariamente colui che evita il debito, non apre il capitale e concentra su di sé ogni decisione. «Forse l’imprenditore del futuro non è quello che evita i rischi, ma quello che li sceglie meglio». Pianificazione, competenze, governance e apertura al confronto diventano così strumenti essenziali per accompagnare la crescita senza disperdere l’identità delle imprese.
Giordano ha inoltre richiamato la responsabilità individuale di chi fa impresa: prima di essere collettiva, ha sottolineato, la responsabilità nasce dalle scelte di ciascuno. L’obiettivo del Gruppo Giovani non è soltanto prendere posizione nel dibattito pubblico, ma favorire un cambiamento concreto, ispirando imprenditori e manager a migliorare ciò che hanno trovato e a costruire consapevolmente il futuro delle proprie aziende.
Anche il presidente di Confindustria Cuneo Mariano Costamagna nel suo saluto d’apertura ha voluto rimarcare il valore delle nuove generazioni per il presente e per il futuro del sistema produttivo. «Le imprese - ha osservato il presidente - devono offrire ai giovani spazio, fiducia e occasioni concrete per esprimere idee, capacità e competenze, creando le condizioni perché possano assumersi responsabilità e portare nuovi linguaggi e nuove visioni. Per poi concludere facendo propria una frase del compianto imprenditore Amilcare Merlo, rivolto ai giovani: «Osate tutto il possibile: chi non osa non costruirà mai nulla».
I saluti istituzionali sono stati portati dall’assessore del Comune di Cuneo Cristina Clerico, che ha collegato il coraggio di fare impresa agli investimenti in cultura, conoscenza e creatività, e dall’assessore della Regione Piemonte Marco Gallo, che ha sottolineato la necessità di sostenere i giovani, la loro capacità di innovare e la continuità delle aziende, riconoscendo alla provincia di Cuneo un ruolo centrale nell’economia piemontese.
A chiudere, il talk, moderato dalla giornalista Hoara Borselli, ha messo a confronto esperienze e modelli imprenditoriali differenti, arrivando a veder confermato il principio secondo cui non esiste una dimensione ideale valida per tutte le imprese. A fare la differenza sono la qualità delle scelte, la capacità di leggere il cambiamento e il coraggio di costruire, con metodo, il proprio futuro.
Debora Paglieri, amministratore delegato di Paglieri, ha indicato nella continuità e nella capacità di adattarsi al cambiamento obiettivi più importanti della sola crescita del fatturato, richiamando il valore della pianificazione e dell’equilibrio tra management e identità familiare. Antonio Biella, direttore generale di San Bernardo, ha posto l’accento sulla necessità di una visione industriale di lungo periodo, capace di trasformare una realtà di nicchia in un progetto strutturato. Federica Sassone, Chief People Officer di Alba Robot, ha richiamato il modello delle startup, fondato su pianificazione, competenze e proprietà intellettuale, evidenziando le difficoltà di accesso ai capitali e gli ostacoli burocratici che rallentano l’innovazione, mentre Jacopo Drudi, partner di United Ventures, ha infine sottolineato il valore dell’apertura a competenze esterne e la carenza di strumenti finanziari dedicati alle piccole e medie imprese che intendono compiere un salto dimensionale.
Il Corriere di Saluzzo è su WhatsApp. Clicca qui per entrare a far parte del canale e rimanere sempre informati sulle ultime notizie