Giovani: L’esperienza dell’Estate ragazzi all’OdB attraverso le voci e le storie di Giorgia Mondino e Nicola Dentis, studenti e animatori

Il bello di imparare a fare comunità

In un’epoca in cui la solitudine giovanile e l’isolamento digitale rappresentano sfide sempre più complesse, i bambini e i ragazzi di oggi sentono il bisogno di vicinanza e autenticità. Per loro e le famiglie, l’oratorio rappresenta un punto di riferimento. 
Attraverso le parole di due giovani animatori dell’Estate ragazzi all’OdB, Giorgia Mondino e Nicola Dentis, emerge il ritratto di una comunità viva, in cui il dono del proprio tempo si traduce in un arricchimento per sé e per gli altri. «In un mondo sempre più digitale e frenetico – raccontano –, il valore di un luogo fisico come l’oratorio diventa fondamentale: è uno spazio dove si riscopre il senso di comunità, si creano legami e si proteggono dall’isolamento i più giovani».

Nicola Dentis, di Saluzzo, compirà 18 anni a fine agosto e ha appena terminato il quarto anno all’Itis “Vallauri” di Fossano (indirizzo Meccanica e Meccatronica). Appassionato di matematica e scienze, ha iniziato a frequentare l’oratorio di via Donaudi fin da piccolissimo, sulla scorta dell’esperienza delle sorelle maggiori, per poi avvicinarsi stabilmente a questo mondo con i campi estivi. «Da animato non ti rendi conto di quanto sia difficile animare – ammette Nicola, che fa l’animatore dalla seconda superiore –. L’ostacolo più grande è capire i piccoli in quelle fragilità che non mostrano apertamente, come la fatica, a volte, nel socializzare e fare amicizia: devi saper leggere oltre le apparenze per cercare di aiutarli».

Giorgia Mondino, anche lei saluzzese, 18 anni a dicembre, si appresta a frequentare l’ultimo anno di Scienze applicate al liceo Bodoni e in futuro vorrebbe studiare per diventare veterinaria, zoologa o ricercatrice. La sua avventura all’OdB è iniziata in prima superiore, seguendo l’esempio della sorella (oggi volontaria).
Per Giorgia, l’animazione è diventata presto un percorso di crescita strutturato: al terzo anno è diventata coordinatrice, figura con maggiori responsabilità che organizza attività e giochi per gruppi sempre più numerosi di bambini che vanno dalle elementari alle medie.
 
Il servizio in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 30 luglio 

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