Parole da conservare di Cetta Berardo

Furto

Che i ladri abbiano letto il racconto di Calvino è ipotesi del tutto improbabile, che Calvino avesse preannunciato nei particolari un furto in pasticceria è invece realtà stampata. La notizia che la yogurteria e crepêria Yoghy di Cuneo è stata vittima di un furto nella notte tra lunedì 20 e martedì 21 luglio non sarebbe diventata un caso nazionale, si sarebbe perduta tra i tanti furti, scassi, rapine che costellano questo anno horribilis. 
Ma è stata la modalità del furto ad aver fagocitato l’attenzione e la curiosità di tanti: oltre ai macchinari necessari per yogurt, crêpes, pancakes e dolci vari, sono stati portati via le forniture di cibo e bevande, compresi quaranta chili di Nutella. 
E pare che all’interno del locale i ladri abbiano fumato e persino mangiato alcuni preparati.
Un furto “gustoso”, vien da dire. E Calvino l’aveva immortalato nel 1949 nella raccolta Ultimo viene il corvo. 
La storia segue le vicende di una sgangherata banda di ladri – il Dritto, Uora-uora e Gesubambino – che si introduce di notte in un laboratorio di dolci. 
Mentre il Dritto è intento ad armeggiare intorno alla cassa per rubare il denaro, Gesubambino si lascia sopraffare dalla fame e comincia a mangiare ingordamente meringhe, krapfen e torte alla crema. Quando Uora-uora li avverte dell’arrivo della polizia, il Dritto fugge, ma Gesubambino viene scoperto dagli agenti. 
Tuttavia, la reazione dei poliziotti è inaspettata: invece di arrestarlo, si uniscono a lui nell’abbuffata di dolciumi. 
Ovviamente lo scrittore usa l’ironia, capovolge la situazione, rapinatori e agenti sullo stesso piano, perché alle leccornie non si può resistere. 
I rapinatori di Cuneo sono stati più accorti, hanno gustato, ma senza eccessi, perché farsi prendere con le mani nella crema… cosa che sarebbe stata umiliante!