Saluzzo: Inaugurata la targa in memoria delle vittime della Resistenza sul fronte altoatesino

Piazza Battaglione Alpini intitolata ai caduti di Ora

Nella cornice di piazza Battaglione Alpini, oggi pomeriggio, martedì 8 settembre, si è svolta la cerimonia ufficiale di scoprimento della targa commemorativa dedicata ai caduti e ai reduci dei fatti di Ora (Auer) del settembre 1943.
L'iniziativa, approvata all'unanimità dal Consiglio Comunale, nasce dal lavoro di recupero della memoria storica promosso dai familiari dei reduci, tra cui Elio Quaglia, figlio dell’alpino radiotelegrafista Piero Quaglia.  
Erano presenti le autorità civili e militari, tra cui il sindaco Franco Demaria, il tenente colonnello Luca Ceccardi in rappresentanza del 2° Reggimento Alpini, il maggiore Davide Basso, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Saluzzo con il suo successore, il tenente Mauro Palmeri, il presidente della Sezione Ana Monviso Enzo Desco. L'evento ha ripercorso i drammatici fatti che videro protagonisti i giovani soldati del Battaglione Saluzzo.

A tracciare un accurato excursus storico della vicenda è stato il presidente del Consiglio Comunale, Andrea Momberto. Nel suo discorso, Momberto ha ricordato come, nelle ore successive all'annuncio dell'armistizio firmato con gli Alleati, i reparti italiani si trovarono lasciati senza ordini chiari da parte delle alte gerarchie. Tra questi c'era il Battaglione alpini Saluzzo, composto da giovani poco più che ventenni appena rientrati dalla tragica campagna di Russia e inviati in Alto Adige per presidiare ponti e snodi ferroviari. Nella notte tra l'8 e il 9 settembre 1943, le forze tedesche circondarono il comando e intimarono la resa. Nonostante la disparità di forze e la scarsità di munizioni, gli alpini cercarono di resistere e rispondere al fuoco. All'alba, asserragliati nelle scuole elementari del paese di Ora e sotto il tiro dei mezzi corazzati nemici, furono costretti alla resa.
Nello scontro persero la vita nove alpini:  Arturo Zanetti,  Luigi Fea, Domenico Salvagno, Matteo De Valle, Giovanni Barra, Giovanni Delfino, Pietro Viotto, Matteo Giusiano, Giorgio Becchio