Saluzzo: Il Comune affida ad un agronomo la perizia fitosanitaria. Sui social si dibatte sullo stato di tre querce in via don Soleri

Ammalate o avvelenate?

Lente puntata sulle querce di via Don Soleri. Sono tre gli esemplari (numero 466, 467 e 468, nell’area di fronte all’intersezione con via Trento) a mostrare segni di deperimento: le foglie, ormai quasi completamente ingiallite, salutano tristemente un autunno arrivato, per loro, in anticipo. 

Sui tre alberi del viale, però, il dibattito si infiamma: tra congetture, e addirittura accuse ad un “presunto avvelenatore” che viaggiano tra commenti e post di Facebook sui gruppi cittadini, non è semplice capire che cosa abbia colpito le tre piante. In un’epoca in cui siccità e cambiamento climatico portano alla rottura dei cicli stagionali e ad una maggiore esposizione a parassiti e malattie, occorre tener conto di tanti fattori. 

Anche il Comitato Alberi, attraverso le parole di Edoardo Bonicelli, evidenzia la situazione, commentando le segnalazioni effettuate nel tempo: “dispiace prendere atto che il sindaco di Saluzzo abbia scelto come risposta sempre e solo il silenzio”.
Ma mentre sui social si parla dell’“azione sconsiderata di qualche vile soggetto”, e le accuse non risparmiano neanche la “potatura” a cui le piante del viale sono state sottoposte, l’Amministrazione comunale si è attivata: «La questione è stata attenzionata anche da noi – sottolinea la vicesindaca e assessora al verde pubblico Francesca Neberti –. Abbiamo già avuto un confronto con la ditta che gestisce l’appalto del verde e, per quanto riguarda la potatura particolarmente invasiva, non si tratta di un intervento eseguito dal Comune: abbiamo infatti interessato anche la Polizia Locale». 

«Proprio perché vogliamo capire con precisione cosa stia causando il deperimento delle piante – prosegue Neberti –, abbiamo affidato a un agronomo una verifica sul loro stato fitosanitario e sulle eventuali cause. Aspettiamo quindi le valutazioni tecniche prima di avanzare ipotesi, compresa quella di un possibile avvelenamento, che al momento non ha alcun riscontro».
 

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