Saluzzo: Approvato il nuovo assetto urbanistico per l’espansione di Sedamyl: l'approfondimento

Parte la rivoluzione urbana

Un passaggio decisivo per il futuro urbanistico, economico e sociale della città. Il Consiglio comunale del 30 settembre ha approvato in via definitiva la Variante strutturale al Piano Regolatore Generale, un atto di grande portata che mappa lo sviluppo del territorio saluzzese per i prossimi decenni. 

Al centro dell’operazione c’è il riassetto complessivo dell’area che gravita attorno allo stabilimento della Sedamyl, colosso industriale del territorio, attraverso una complessa operazione di rilocalizzazione delle aree destinate ai servizi pubblici e il parallelo allontanamento del baricentro produttivo dal centro abitato. 

Ad aprire il dibattito in aula è stato il consigliere Roberto Bertola, che ha ripercorso minuziosamente il lungo iter burocratico avviato oltre cinque anni fa: «La delibera conclude un percorso amministrativo articolato, partito nel dicembre del 2021 con il primo accordo procedimentale tra il Comune e l’azienda. Tra passaggi in Consiglio, Giunta e conferenze di co-pianificazione con tutti gli enti coinvolti, dalla Regione all’Arpa, dalla Soprintendenza all’Asl, si è lavorato costantemente per ottenere il miglior strumento urbanistico possibile». 

Bertola ha poi ricordato come, parallelamente, la Valutazione Ambientale Strategica abbia espresso il proprio parere motivato favorevole nel marzo del 2026. «Con questo passaggio chiudiamo la fase pianificatoria e si potrà ora procedere verso la convenzione edilizia, che andrà a dettagliare le tempistiche e le modalità operative per la realizzazione delle varie opere e per il rilascio dei permessi di costruire». Un’operazione complessa sul cui bilanciamento tra pubblico e privato si sono focalizzate le osservazioni dell’opposizione.  

Il consigliere Giovanni Damiano ha annunciato l’astensione del gruppo, manifestando apprezzamento per il confronto tecnico ma ribadendo elementi di perplessità: «Ci troviamo di fronte a un’eccezione nel panorama delle varianti per l’impatto significativo che produce. Trattandosi di un reciproco “dare e avere” tra Comunità e Azienda, ad oggi registriamo un ritardo e un certo sbilanciamento di opere pubbliche avviate a vantaggio dei cittadini non se ne sono ancora viste. Per questo chiediamo certezze e un cronoprogramma rigoroso». 

La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 15 ottobre

Seguici sui nostri canali
 Facebook, Instagram e Whatsapp