Saluzzo: Era stato condannato per l'omicidio Damiano

Morto Pancrazio Chiruzzi

Addio a Pancrazio Chiruzzi, il “solista del Kalashnikov” condannato a 14 anni per omicidio preterintenzionale che aveva portato alla morte, dopo l’attentato del 24 marzo 1987, del presidente dell’Usl 63 di Saluzzo Amedeo Damiano. Si è spento all’età di 72 anni, nella notte tra lunedì 17 e martedì 18 marzo, una figura controversa della criminalità torinese. Da settimane era ricoverato all’ospedale di Chivasso a causa di una polmonite che non gli ha lasciato scampo. Nato a Bernalda, in provincia di Matera, paese d’origine del regista Francis Ford Coppola, Chiruzzi era il secondo di tre fratelli. Negli anni Sessanta si trasferì in Piemonte e lì iniziò la sua parabola criminale, che lo portò a diventare un volto noto della malavita torinese. In oltre quarant’anni di carriera criminale, Chiruzzi collezionò undici arresti e accumulò condanne per oltre trent’anni di carcere. Sul “caso Damiano” era stato individuato come il soggetto che aveva fatto di collegamento con i due sicari che avevano sparato al presidente saluzzese.