Io sto con gli animali di Andrea Avagnina

Caldo e cerve

Arrancare zaino in spalla sul sentiero costa fatica e tanto, tanto sudore perché il caldo tarda ad andarsene avvolgendo le praterie alpine in una coperta soffocante e riducendole ad una distesa di fieno.
Abbasso lo sguardo per non calpestare la fila interminabile di formiche, operai instancabili così preziosi per la salute degli ecosistemi trasportando semi ed ossigenando il terreno con la loro gallerie infinite, creature tanto umili quanto preziose che mi fanno scordare la ragione della mia presenza quassù, ma poi l’improvviso latrato troppo baritonale per appartenere ad un capriolo, mi fa capire che qualcun altro, ben più grande delle formiche, è già attivo nonostante il caldo ed il sole.
Scendo rapido verso il torrente per cercare almeno di nascondermi, considerato che il mio odore è già stato intercettato: peccato, adesso sarà più diffidente e forse attenderà la notte per uscire dai pini.
Una lieve brezza in viso sussurra che sarà mia alleata portando il mio odore nella direzione opposta al teleobiettivo e così non resta che coprirmi con il telo mimetico ed attendere.
Passano i minuti, neanche troppi, quando il lieve rumore di un ramo spezzato rompe il silenzio per ben due volte: troppo rumore per un capriolo…e difatti due femmine di cervo escono dal bosco per pascolare proprio davanti a me.
Saranno a meno di 30 metri, impossibile che non si siano accorte di me, oltretutto sono nervosissime e si muovono continuamente, ma poi capisco il perché: un nugolo di mosche avvolge le loro teste, innervosendole a tal punto da distrarle dalla mia presenza e permettermi dei super ritratti da leccarmi i baffi.
Dopo un centinaio di scatti il mio appostamento, decisamente più grande di una mosca, viene notato da una delle due cerve, che spinta dalla curiosità inizia il solito balletto: testa di lato, due passi avanti ed uno indietro, narici dilatate ed orecchie puntate in avanti, mentre io immobile cerco di non spaventarle confidando in un’allontanamento discreto senza troppo stress per quelle creature che tanto amo e rispetto.
E così accade: trotterellando in fila indiana, le due signorine abbandonano dignitosamente la radura, riapparendo più volte a debita distanza con la testa tra i cespugli ed il collo allungato alla ricerca dell’intruso…
Le guardo divertito: buffe e simpaticissime!