Io sto con gli animali di Andrea Avagnina

Il piccolo Martin

Anni fa, passeggiando sulla sponda di un fiume, con la coda dell’occhio intravidi un “proiettile” blu metallico volare a pelo d’acqua per poi scomparire nella fitta vegetazione della riva opposta lanciando brevi fischi acuti.
Solamente in seguito, quando iniziai ad appassionarmi alla fauna selvatica, realizzai di essermi imbattuto in una delle creature più belle e colorate che si possano ammirare nelle zone umide: il Martin Pescatore.
Una leggenda racconta che il piccolo Martin era in origine un anonimo uccellino grigio ospite dell’Arca di Noè che su richiesta dello stesso Noè lasciò l’imbarcazione alla ricerca della terra ferma. Il piccolo uccellino puntò ad occidente seguendo il cammino del sole che con i suoi raggi bruciò le penne del petto conferendo loro un colore rosso ruggine mentre quelle del dorso si tinsero dei colori verde-azzurri del cielo dopo il tramonto.
Fortemente territoriale e perennemente in cerca di cibo per il suo elevato metabolismo che lo obbliga ad assumere quotidianamente una dose di cibo pari al 50% del suo peso, Alcedo Atthys (per gli amici Martin pescatore) difende strenuamente il suo territorio salvo dividerlo con la futura compagna nel periodo riproduttivo, dimostrando una notevole galanteria che lo porta ad offrirle continuamente piccoli pesci quale pegno del suo amore: ma si sa, non sempre l’amore è eterno e così, terminati i doveri genitoriali che svolge con diligenza aiutando la compagna nelle cure parentali, il nostro Martino ritorna alla sua vita da single alternando voli di ricognizione a pazienti appostamenti sui suoi posatoi preferiti, pronto a tuffarsi in acqua per afferrare con il becco qualche pesciolino di passaggio.
Un’ultima curiosità: forse non tutti sanno che il Martin nidifica sulle sponde terrose ed argillose dei corsi d’acqua, scavando cunicoli orizzontali che arrivano anche ad un metro di lunghezza e per questa ragione si tratta di una specie minacciata, con stato di conservazione insufficiente a livello comunitario, proprio a causa della cementificazione degli argini.
Ecco perché questa creatura non è solo un gioiello della natura da ammirare, ma anche e soprattutto una specie da proteggere.
Buon equinozio di primavera a tutti!