Via che vai di Anna Maria Faloppa

Corso Giovenale Ancina

è merito del riordino toponomastico previsto dal VI Censimento generale, se la Giunta Municipale l’8.11.1921 intitola viale di Piazza d’Armi l’alberata d’ippocastani delimitante a ovest la vasta spianata riservata alle manovre militari da fine 1800, ai cui margini sorge lo Stabilimento dei Bagni pubblici (1912). Il viale è popolarmente conosciuto come la  leja ‘d Piassadarmi, ombrosa e tranquilla meta di passeggiate “fuori porta”. Infatti, al di là del bedale e del filare di gaggìe, già si allineano le casette delle lavandaie. 
La sobria denominazione è mutata in quella chilometrica di corso Giovenale Ancina - Beato - Vescovo di Saluzzo (1602-1604) il 23.03.1968 dal Consiglio comunale con l’astensione dei due consiglieri comunisti, accogliendo l’istanza del Capitolo della Cattedrale, interprete della particolare e costante devozione dei Saluzzesi verso il proprio antico Vescovo.
L’intitolazione è solennizzata il Martedì Santo seguente con l’intervento del cardinale Michele Pellegrino, Vescovo di Torino, nel corso d’una celebrazione speciale delle Quarantore di adorazione del SS. Sacramento, istituite nel 1603 proprio dall’Ancina. 
Sebbene la proclamazione a Beato giunga solo nel 1890 con papa Leone XIII, il processo di canonizzazione del venerato Vescovo inizia già nel 1619, passando al vaglio una vita ricca di colpi di scena e con un finale misterioso.
Figlio di un magistrato, medico, docente universitario, precettore, musicista, sacerdote a 37 anni e vescovo a 57, caritatevole e studioso, pio e austero, Ancina (Fossano,19.10.1545 - Saluzzo,30.08.1604) nei  pochi intensi mesi, in cui è Vescovo di Saluzzo, riesce a convocare il Sinodo, visitare l’intera Diocesi, incontrare a Carmagnola San Francesco di Sales, fondare il Seminario, combattere il Calvinismo, moralizzare il clero locale. Alla luce di tale coraggiosa attività pastorale, la sua morte improvvisa fa sospettare un avvelenamento in domo sua; il dubbio è serpeggiato nei secoli fino a noi, a tutt’oggi irrisolto.