Saluzzo: L’alloggio donato dalla maestra Isaia al Tapparelli ospiterà donne in difficoltà

Abitare a casa di Adalgisa

È operativo dal 1° luglio il nuovo cohousing femminile gestito dal consorzio Monviso Solidale e realizzato all’interno di un’abitazione diventata proprietà del Tapparelli. Si tratta di un nuovo progetto di coabitazione solidale destinato a donne sole o con figli minori in situazione di fragilità, ricavato all'interno di un alloggio in corso 4 novembre a Saluzzo.

L’appartamento era stato oggetto di un lascito testamentario a favore del Tapparelli da parte della defunta maestra Adalgisa Isaia deceduta nel 2017 e ricordata da tutti per la straordinaria dedizione al suo lavoro, la generosità e l’impegno nel sociale. Oggi, la trasformazione della sua casa per accogliere donne in difficoltà risponde a un'esigenza del territorio e rispecchia il suo spirito altruistico.
I locali rimarranno di proprietà del Tapparelli, a cui il Consorzio Monviso Solidale pagherà un affitto calmierato per la gestione diretta del servizio.

La nuova struttura, che informalmente gli operatori hanno già ribattezzato “Casa Adalgisa”, dispone di due camere da letto, un ampio ingresso, cucina, soggiorno, bagno e due terrazzi ed è stata pensata per accogliere due nuclei familiari (mamme con i propri figli).
«Gli inserimenti saranno valutati dai servizi sociali del territorio – spiega il responsabile del servizio, Fabrizio Castellino, assistente sociale, affiancato dalla collega Sonia Rovere -. I co-housing rappresentano una risorsa fondamentale nell’ambito di una rete integrata di servizi presenti sul territorio per offrire assistenza e ospitalità a donne fragili, in fuga da situazioni di violenza, in difficoltà economica, con o senza figli. L’obiettivo è fornire una soluzione temporanea, fino a quando le ospiti non abbiano raggiunto la completa autonomia lavorativa e abitativa».

Le ospiti non dovranno pagare alcuna quota di affitto, interamente a carico del Consorzio, proprio per permettere loro di investire sul proprio futuro e su quello dei propri figli. Le donne si gestiranno in autonomia per le pulizie e la spesa quotidiana (supportate economicamente se prive di reddito). L'assistenza interna sarà flessibile a seconda delle esigenze: operatori socio-sanitari (Oss) ed educatori professionali copriranno passaggi giornalieri (e all'occorrenza notturni), occupandosi anche di supporto scolastico e attività educative per i bambini.
 
 
Il servizio completo in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 2 luglio 

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