Saluzzo: Martedì 30 giugno alla Consolata in onore di San Basilide, patrono della Polizia penitenziaria

Tutelare la società e aiutare chi ha sbagliato

«Dacci forza perché possiamo riuscire a svolgere bene il nostro difficile compito di tutelare la società e aiutare chi ha sbagliato e ritrovare il senso morale della vita». È l’invocazione della Polizia penitenziaria al patrono San Basilide nella celebrazione di martedì 30 giugno. Una ricorrenza che ha riunito in tutta Italia le donne e gli uomini del Corpo nel segno della tradizione, della spiritualità e del servizio alle istituzioni. A Saluzzo il rito, celebrato nel santuario della Consolata, è stato presieduto dal vescovo Cristiano Bodo con don Massimo Rigoni, sacerdote della Comunità Cenacolo e cappellano del carcere, insieme a don Giuseppe Dalmasso parroco di sant’Agostino e rettore della casa del clero.

Nell’omelia il Vescovo ha voluto tracciare un parallelo tra la missione spirituale della Chiesa e il delicato servizio della Polizia Penitenziaria. In conclusione, ha elevato una preghiera per il quotidiano servizio offerto alla collettività.

A guidare il reparto del carcere di Regione Bronda è Maria Rosaria Iannaccone, originaria della provincia di Avellino e a Saluzzo da circa un anno. Nel suo discorso, la Comandante ha espresso un profondo ringraziamento ai suoi colleghi e colleghe, che ogni giorno affrontano i complessi compiti istituzionali in un contesto di continue emergenze.  «Il reparto di Polizia Penitenziaria di Saluzzo è sempre pronto a intervenire, essendo uomini e donne dello Stato. Permane intatto l’orgoglio di indossare questa divisa, anche se a volte la stanchezza si fa sentire. San Basilide ci insegna il senso del dovere, lo spirito di sacrificio e il compito di tramandare la speranza».

Monsignor Bodo ha invitato tutto il personale a non portare da solo il peso mentale e fisico di un lavoro così impegnativo, valorizzando il dialogo e il conforto spirituale.

Il servizio completo in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 2 luglio 

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