In salute di Cristina Bosco

Dottore, come proteggo l’intestino in vacanza?

Quando si parte per un viaggio l’intestino si trova a fare i conti con nuovi equilibri: clima diverso, alimentazione insolita, ritmi sfasati e l’esposizione a cibi o acqua potenzialmente contaminati mettono alla prova la flora intestinale. La diarrea del viaggiatore è un’infezione intestinale frequente soprattutto in aree con standard igienico-sanitari più bassi, come alcune zone di Africa, Asia meridionale e centro-sud America. Nella maggior parte dei casi è causata dall’ingestione di acqua o cibo contaminati da batteri locali (Escherichia coli), ma possono essere coinvolti anche virus o parassiti a cui il nostro sistema immunitario non è abituato. I sintomi principali includono scariche improvvise, crampi addominali, nausea, vomito, spossatezza e talvolta febbre. I probiotici da viaggio rappresentano uno scudo preventivo biologico. Si tratta di microrganismi vivi che rinforzano la flora batterica intestinale, impedendo ai patogeni estranei di colonizzare le mucose. Tra i ceppi più efficaci ci sono il Saccharomyces boulardii, il Lactobacillus rhamnosus GG e il Bifidobacterium, noti per la capacità di ridurre la durata dei disturbi gastrointestinali. Per una prevenzione efficace, è consigliato iniziare l’assunzione 3-5 giorni prima della partenza, continuarla quotidianamente per tutta la durata del soggiorno e proseguire per i 3 giorni successivi al rientro. È bene prediligere formulazioni in capsule o bustine termoresistenti, che non richiedono la conservazione in frigorifero e sono facili da trasportare nel bagaglio a mano. I fermenti lattici non sostituiscono però le regole igieniche. È tassativo bere solo acqua in bottiglia sigillata, evitare il ghiaccio, consumare cibi ben cotti e sbucciare personalmente la frutta. Se l’attacco acuto si presenta comunque, la priorità assoluta diventa l’idratazione tramite soluzioni saline orali. I farmaci bloccanti la diarrea (loperamide) vanno invece usati con cautela.
Si astiene il consigliere conte Saluzzo di Monterosso, dichiarando di non voler dare adito a sospetti di favoritismi verso un proprio seppur remoto “parente”.