Via che vai di Anna Maria Faloppa

Piazzetta Carlo Acutis e Piergiorgio Frassati

Al piede della collina, dove la via di san Rocco e la via di san Martino incontrano corso Piemonte, quest’ultimo disegna una piazzetta triangolare, in parte ospitante un giardinetto un po’ retrò con panchine, fontanella a colonna e ormai rari lampioni a lanterna di ghisa sullo sfondo della ruota del mulino storico.

È quanto rimane del sito della porta di san Martino, che si apriva nelle mura del 1380 proprio dove queste rientravano strategicamente a formare un angolo difensivo. Era doppia, robustissima, fortificata ulteriormente  con un avancorpo esterno di protezione, atto a sostenere validamente gli assalti: lo testimonia la stampa del Theatrum Sabaudiae nel 1682, prima del diroccamento avvenuto nel secolo successivo, quando, certo  non a caso, il grande Quartiere della cavalleria sabauda iniziò a svilupparsi nella pianura prospiciente.
La porta di san Martino era il varco attraverso cui sfilavano le armate, le rappresentanze ufficiali,  i cortei celebrativi del potere marchionale e prese a chiamarsi “porta della Guerra” dopo l’assedio del 1413 da parte dei Savoia, che  in quel punto delle mura accamparono l’esercito e concentrarono gli attacchi.

Parliamo dunque di una piccola arguzia della Provvidenza che quel luogo, così tanto legato a memorie  guerresche, sia ora intitolato a due luci di amore per la vita e per il prossimo quali il liceale Carlo Acutis (Londra, 3.05.1991 - Monza,12.10.2006) e l’universitario Piergiorgio Frassati (Torino, 6.04.1911 - 4.07.1925), canonizzati il 7.09.2025 durante il Giubileo dei giovani. L’uno, il millenial informatico, influencer dell’evangelizzazione, l’altro, il “giovane delle otto Beatitudini”, eccezionale testimone di Fede e di Carità nella Torino travagliata degli anni ’20. Entrambi immersi pienamente nel proprio tempo, ma impegnati a riscriverlo in una prospettiva d’Eterno. 
Dallo scorso 30 luglio 2025 condividono l’intitolazione del giardinetto, deliberata dalla Giunta in accoglimento della proposta del vescovo, monsignor Cristiano Bodo (21.07.2025).