Via che vai di Anna Maria Faloppa

Via Ludovico II

Il casotto del Peso pubblico o Peso grosso era collocato all’altezza della porta secondaria della Cattedrale ai margini della piazza Nuova dei mercati (ora piazza Garibaldi), ma vi si arrivava anche attraverso un vicolo, intitolato appunto passaggio al Peso pubblico (Delib. Cons. com. 4.06.1850), che si inoltrava in mezzo a povere case, vecchie botteghe e modeste osterie dall’angolo dell’albergo Croce bianca sull’attuale corso Italia.
Il 10 maggio 1887 il piccolo quartiere è devastato da un incendio, preso a pretesto dal Consiglio comunale  per deliberare, appena dieci giorni dopo, l’abbattimento non solo delle rovine, ma anche dell’intero agglomerato per compiere un’opera utile alla viabilità e al  risanamento edilizio, dando respiro al Duomo. Logica conseguenza è la riqualificazione signorile dello spazio, progettata dall’ing. Barale con la costruzione di un’unica elegante palazzata a portici delimitante un’ampia contrada ëd fianch al Dóm, toponimo popolare  subito entrato  nell’uso corrente.
Appunto la contiguità al Duomo, a suo tempo edificato grazie alla coppia  marchionale Margherita di Foix e Lodovico II, suggerisce al Sindaco cav. Vincenzo Isasca il nome della nuova  strada, sollecitato dal potente costruttore Mersi, che ha già provveduto alla numerazione dei portoni e delle botteghe. 
L’intitolazione via Lodovico II (Saluzzo,1438 - Genova,1504) è deliberata il 28.11.1894 dal Consiglio comunale unanime, richiamando il giudizio storico di Delfino Muletti: “Principe di alti spiriti e di vastissime idee… Il suo regno fu glorioso e memorabile non tanto per l’importanza degli avvenimenti, per segnalate azioni e per guerresche imprese, quanto maggiormente per compimento di utili grandiose opere per l’ordinamento delle patrie leggi e per il sommo favore in cui furono tenute le scienze e i cultori di quelle”.
Si astiene il consigliere conte Saluzzo di Monterosso, dichiarando di non voler dare adito a sospetti di favoritismi verso un proprio seppur remoto “parente”.