Io sto con gli animali di Andrea Avagnina

Regalo di Natale

Ancora non credo ai miei occhi, apro e chiudo le palpebre gelate per realizzare se si tratti di un sogno ma loro sono sempre lì, a poche decine di metri da me alla ricerca di qualcosa da mangiare nella neve.
Mi giro verso Franco e gli sussurro all’orecchio: “ma quanti sono?” e lui, serafico e preciso, mi risponde tranquillo: “quindici, tra femmine e piccoli, oltre naturalmente a lui…”.
All’ennesima conferma che non sto sognando, mi rigiro verso la radura e lo guardo estasiato: “Lui” è un bel cervo coronato, collo possente e palco che promette ancora meglio per il futuro, circondato come in un abbraccio dal resto del branco, presente e futuro di una specie che amo particolarmente e che non mi stancherò mai di studiare.
Sfilo i guanti e lentamente estraggo l’attrezzatura fotografica dallo zaino, pronto ad immortalare una scena che non sono mai riuscito ad osservare neppure nella stagione del bramito.
Il sole tarderà ancora molto ad arrivare e mille lamette gelate di una folata improvvisa di vento mi tagliano il viso, ma adesso sono a mio agio come non mai e non cambierei quel momento neppure per una poltrona davanti al camino di casa.
I cervi sembrano ancora più a loro agio di me continuando a spiluccare gli steli secchi più alti: siamo solo alla fine dell’autunno e loro sono ancora decisamente belli pasciuti.
150, 200 scatti volano via in un attimo mentre il mio amico si gode lo spettacolo dal vivo, questa volta non filtrato dalle lenti del binocolo perché i cervi sono davvero vicini!
Adrenalina, commozione davanti a tanta bellezza, gioia e serenità sono solo alcuni dei protagonisti di quell’incontro che, come tutti gli incontri, ad un certo punto sono destinati a finire: una folata di vento nella direzione sbagliata e qualcuno di loro percepisce la nostra presenza.
Orecchie puntate in avanti e narici dilatate sono segnali inequivocabili: ci stendiamo nella neve per alcuni minuti per non allarmarli ulteriormente dandogli il tempo di allontanarsi con calma e così, riemersi da una cunetta di neve, li osserviamo risalire il bosco con tutta calma, fermandosi qua e là per un altro boccone.
La giornata è ancora lunga e nuove avventure ci aspettano: ci rimettiamo in marcia e questa volta si, il pensiero del camino acceso inizia a farsi strada nei miei pensieri.
Cari auguri per un sereno Natale, amici lettori!